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ESG CORNER | “Active Ownership” – un dialogo concreto che gli asset manager intraprendono con le aziende, nell’interesse degli investitori

06 settembre 2021

Ascolta il podcast di Ilaria D’Ascenzio, Responsabile Sustainability Center, Direzione Investimenti BNL BNP PB&WM

Nell’ambito degli investimenti finanziari, la possibilità di partecipare attivamente nel perseguimento degli obiettivi di investimento sostenibili (SDGs), stabiliti nel 2015 dall’ONU, viene realizzata non solo con l’acquisto di strumenti sostenibili ma anche nella scelta di asset manager che adottino pratiche di “partecipazione attiva”, la cosiddetta “active ownership” o “stewardship”, nelle scelte di investimento.

Cosa si intende per active ownership e stewardship

Seppur questo genere di attività veniva già svolto da alcuni anni, il crescente interesse per le tematiche sulla sostenibilità e la materializzazione dei rischi derivanti dal mancato raggiungimento degli obiettivi di investimento sostenibile hanno accresciuto notevolmente la necessità e l’importanza di questa tipologia di attività. Con la terminologia “partecipazione attiva” si intende la volontà di esercitare la propria influenza ed i propri diritti come investitore, sia come azionista che come obbligazionista. Gli investitori sempre più desiderano avere voce in capitolo su come vengono gestite le società che sono presenti nei portafogli di investimento e, ancor di più, se si tratta di sostenibilità.

La “partecipazione attiva” è il mezzo attraverso il quale gli investitori possono influenzare in maniera diretta aziende, mercati ed economie; e, a sua volta, la società e l’ambiente nel suo insieme. Spesso viene usato il termine “stewardship” in maniera intercambiabile anche se si potrebbe definire la stessa come uno dei principali approcci all’”active ownership”.

Nel 2019 l’Investor Forum ha cercato di dare invece una definizione di stewardship, riprendendo in gergo letterale il significato di questa parola: “colui che amministra, supervisiona e/o si prende cura delle cose affidate dal proprietario”. Riconducendolo al mondo degli investimenti, le attività di stewardship, svolte dagli intermediari finanziari, hanno l’obiettivo di preservare ed accrescere il valore degli investimenti affidati per conto di altri (gli investitori). In altre parole qualsiasi intermediario di investimento (gli asset manager in primis) che si occupa di beni per conto di un beneficiario o cliente ha obblighi di natura fiduciaria (il cosiddetto fiduciary duty) ovvero l’obbligo di gestire al meglio e nell’interesse degli investitori.

Senza dubbio uno degli elementi essenziali della stewardship è il dialogo, ovvero la discussione attiva con le aziende per promuovere e raggiungere gli obiettivi prefissati. Secondo le indicazioni dell’Investor Forum, si distinguono due modalità di dialogare con le aziende tramite il:

  • Monitoraggio: l’oggetto è conoscere meglio la società per avere una maggiore coscienza e migliorare le scelte di investimento. Fare una review di documenti e vedere se mancano delle informazioni. L’obiettivo quindi è avere maggiori informazioni
  • Engagement: cerca il cambiamento nell’azienda in cui si investe e può essere fatto in modo autonomo o in maniera collettiva. Alcune tematiche importanti vengono portate avanti e si sprona al cambiamento.

I codici di stewardship

Negli ultimi anni, la rilevanza dell’active ownership è stata confermata e avvalorata dai molteplici codici di stewardship che i vari regolatori finanziari hanno introdotto in molte giurisdizioni. Possiamo citare gli EFAMA Stewardship Code – Principles for asset managers’ monitoring of, voting in, engagement with investee companies che riprende la direttiva Shareholder Rights Directive II 2017/828. Negli ultimi anni si è visto un proliferare di codici di stewardship, se ne contano al momento circa una ventina. Tra questi quelli di UK e Giappone risultano i più sottoscritti tra i principali 50 asset manager.

Uno degli strumenti più utilizzati e diffusi nelle pratiche di stewardship è l’esercizio di voto nell’assemblea. In un certo senso, è anche la metodologia che allo stato attuale mostra gli effetti più concreti producendo dei cambiamenti tangibili.

Ruolo chiave e prospettive future

Si evince che le attività di stewardship stanno assumendo un ruolo sempre più importante e quasi essenziale nello svolgere l’attività di gestione del risparmio e nell’analisi degli investimenti. Tra il 2019 ed il 2020 i principali asset manager mondiali che hanno creato un team dedicato di stewardship che è destinato alle attività di voto e dialogo, sono passati da 37 a 45, su un totale di 50 (Fonte: Sqarewell Partners.2021).

Ancora più rilevante è diventato lo studio e la valutazione di come i singoli asset manager adottino questo approccio. Senza dubbio sono molti i benefici che ne derivano dall’applicazione di principi concreti e sani di stewardship:

  • Anticipare ed evitare rischi di sostenibilità: possibilità di non adeguarsi alle direttive e trovarsi indietro nell’implementazione e nel raggiungimento degli obiettivi sostenibili può mettere in difficoltà le aziende;
  • Generare un impatto reale e concreto: attraverso il dialogo ed il voto è possibile indirizzare le scelte del management e produrre dei veri cambiamenti
  • Sfruttare al meglio le opportunità: la conoscenza approfondita delle aziende, del loro modello di business e delle loro qualità consente di poter selezionare i player che mostrano le prospettive interessanti nel futuro.

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